Le lesioni della cuffia dei rotatori

La lesione della cuffia dei rotatori rappresenta una delle cause più frequenti di dolore e disabilità motoria a carico della spalla nell'adulto. La cuffia dei rotatori è una complessa struttura anatomico-funzionale costituita dai tendini di quattro muscoli (sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare) che avvolgono la testa dell'omero, stabilizzandola all'interno della cavità glenoidea e consentendo i movimenti di rotazione ed elevazione dell'arto.

Le lesioni tendinee possono derivare da un evento traumatico acuto (es. caduta con braccio esteso o sforzo improvviso) oppure, più comunemente, da un processo degenerativo cronico legato all'invecchiamento, al microtraumatismo ripetuto, all'ipovascolarizzazione del tessuto tendineo o alla conformazione anatomica dell'acromion (impingement subacromiale). Il tendine del muscolo sovraspinato è quello maggiormente vulnerabile e interessato dalle lesioni.

Fattori di rischio per le lesioni della cuffia sono: 

  • L’età
  • Fumo di sigaretta
  • Ipercolesterolemia
  • Lavori pesanti e sport fisici soprattutto con le braccia oltre il capo
  • Familiarità per patologie e lesioni della cuffia

 

La cuffia supero-posteriore, formata da sovraspinoso, sottospinoso e piccolo rotondo, è quella che più spesso va incontro a rottura. Le lesioni del sovraspinoso possono essere isolate, o più frequentemente associate a lesioni di una porzione più o meno ampia del sottospinoso. Una rottura pura posteriore di sottospinoso e piccolo rotondo è piuttosto rara.

La cuffia anteriore, rappresentata dal sottoscapolare, si può lesionare in maniera isolata oppure in associazione ad altri tendini, in particolare al tendine del sovraspinato.

Le lesioni dei tendini della cuffia possono essere parziali o a tutto spessore.

 

Le lesioni parziali si dividono in:

  • Articolari, (da impingement interno) in questo caso è la superficie interna del tendine a lesionarsi, quella a contatto con lo spazio articolare. Come ad esempio le lesioni PASTA (Partial Articular Supraspinatus Tendon Avulsion);
  • Interstiziali, la lesione avviene nel contesto del tendine;
  • Bursali, la lesione avviene sulla superficie del tendine, quella a contatto con la borsa e lo spazio subacromiale.

 

Le lesioni totali della cuffia si dividono in relazione alla morfologia in:

  • Crescent, solo il tendine viene interessato con una lesione a mezza luna;
  • U-V shape, la lesione è più estesa, a forma di U o V e interessa anche la porzione muscolare oltre a quella tendinea;
  • Reverse L;
  • Trapezoidale;
  • Lesione massiva.

 

Quadro Clinico e Diagnosi

I sintomi variano in base alla velocità di insorgenza della lesione (acuta o degenerativa), ma il quadro clinico caratteristico comprende:

  • dolore alla spalla: spesso sordo e localizzato nella regione antero-laterale del braccio, esacerbato dai movimenti del braccio e frequentemente notturno, tale da interferire con il sonno;
  • ipostenia (ipovalidità muscolare): difficoltà o impossibilità nel sollevare e mantenere sollevato il braccio contro gravità;
  • crepitio e riduzione dei ROM: percezione di scrosci articolari durante i movimenti e riduzione della motilità attiva della spalla.

Iter Diagnostico

Una diagnosi accurata si avvale della combinazione di un esame obiettivo specialistico e di indagini di imaging:

  • radiografia standard: utile per identificare alterazioni ossee associate (es. speroni acromiali, calcificazioni o risalita della testa omerale);
  • ecografia muscolo-scheletrica: esame dinamico di prima linea ma gravato da una forte variabilità operatore-dipendente;
  • risonanza magnetica: gold standard per la pianificazione chirurgica. Consente di definire con precisione le dimensioni della lesione, il grado di retrazione tendinea e la qualità del tessuto muscolare (infiltrazione grassosa e atrofia).

Terapia

Il trattamento di riferimento (gold standard) per le lesioni riparabili della cuffia dei rotatori è la ricostruzione in artroscopia.

Questo intervento mininvasivo permette di riattaccare saldamente il tendine alla sua sede naturale sull'osso (il trochite omerale) mediante l'uso di piccole ancorette da sutura con fili ad alta resistenza.

 

Per proteggere il lavoro svolto e favorire una guarigione ottimale:

  • Nel post-operatorio immediato, al paziente viene applicato un tutore in abduzione: la sua funzione è fondamentale per scaricare la tensione sulla riparazione.

  • Nelle fasi successive, viene impostato un percorso riabilitativo personalizzato, accompagnando il paziente passo dopo passo con tutte le indicazioni necessarie per un completo recupero funzionale della spalla.

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