L'artrosi acromion-claveare è una patologia degenerativa che colpisce l’omonima articolazione situata nella parte antero-superiore della spalla, tra l’estremo laterale della calvicola e l’acromion della scapola. Questa articolazione è definita “artrodia” e consente solo dei piccoli movimenti di scivolamento e rotazione tra i capi articolari, è però molto importante dal momento che su di essa si scarica parte del peso che grava sull’arto superiore, soprattutto nei movimenti del braccio sopra il capo. Con il passare del tempo, o a causa di stress continui, la cartilagine articolare si usura, causando fenomeni degenerativi, infiammazione e dolore.
Cause e Sintomi
L’artrosi AC (Acromion-claveare) è una condizione abbastanza frequente ed è spesso il risultato della normale usura dovuta all’invecchiamento articolare. Si manifesta in genere dopo i 50-60 anni, ma può svilupparsi precocemente in:
- persone che praticano sport che mettono sotto forte stress l’articolazione, come sollevamento pesi o crossfit;
- lavoratori che svolgono mansioni manuali pesanti o ripetitive con le braccia sollevate;
- soggetti che presentano esiti di pregressi traumi alla spalla (come lussazioni acromion-claveari).
I sintomi più comuni includono:
- dolore localizzato: sulla porzione antero-superiore della spalla, che in alcuni casi può irradiarsi verso il collo (anche fino all’orecchio) o la parte anteriore del torace;
- dolore acuto con movimenti specifici: il fastidio peggiora drasticamente quando si effettuano movimenti in adduzione del braccio (come ad esempio il movimento di allacciarsi la cintura di sicurezza in auto) o quando si effettuano movimenti sotto carico e sollevano pesi sopra la testa (over-head);
- gonfiore e scrosci articolari: si può spesso associare l’insorgenza di una protrusione ossea palpabile in corrispondenza all’articolazione AC, spesso accompagnata da una sensazione di "click" meccanico o rumori articolari durante il movimento.
Diagnosi
La diagnosi si avvale principalmente dell’anamnesi, dell’esame clinico obiettivo del paziente e di esami strumentali come:
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- radiografia standard: è l’esame d’elezione e permette di notare i segni dell’artrosi AC, come la riduzione dello spazio articolare, la deformazione dei capi ossei e la presenza di osteofiti;
- risonanza magnetica: è un esame di secondo livello, spesso richiesto quando si sospettano patologie associate a carico della cuffia o delle strutture capsulo-legamentose della spalla.
Trattamento
Il trattamento dell’artrosi AC viene preso in considerazione unicamente quando causa l’isorgenza di sintomi per il paziente. In molti casi infatti l’artrosi acromion-claveare può essere silente o causare solo sporadici fastidi che non vanno ad inficiare la qualità di vita.
Nei casi meno severi, con un quadro di artrosi ancora iniziale e intomi non invalidanti si può optare per il trattamento conservativo, che si basa su:
- modifica dello stile di vita: evitare il sollevamento di pesi e carichi over head e tutti gli sforzi che causano dolore;
- terapia antinfiammatoria: può essere fatta per os. e topica a seconda delle indicazioni dello specialista;
- crioterapia: il freddo è un antinfiammatorio naturale, una crioterapia condotta a intervalli regolari per qualche giorno può dare benefici nelle fasi iniziali della patologia;
- fisioterapia: mirata al rinforzo degli stabilizzatori ossei e alla modifica posturale, andrebbe iniziata una volta che l’infiammazione e il dolore si sono fortemente ridotti;
- terapia infiltrativa: l’infiltrazione di corticosteroidi potrebbe dare benefici in alcuni pazienti con forme iniziali di artrosi AC, ma non è sempre efficace.
Se la terapia conservativa non sortisce effetto e nei casi di dolore cronico da diversi mesi si può prendere in considerazione l'intervento chirurgico. Questo viene condotto in artroscopia e si basa sulla resezione di pochi millimetri dell’estremo distale della clavicola (intervento di Mumford) per ampliare lo spazio acromion claveare e rimuovere l’artrosi fonte di infiammazione e dolore.
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